Sindrome delle gambe senza riposo

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La sindrome delle gambe senza riposo (RLS) è un disturbo neurologico del sonno, e chi ne è affetto sente il bisogno di muovere gli arti inferiori per provare del sollievo da dolori e fastidi alle gambe.

Le cause

Questa sindrome, nella maggior parte dei casi, è dovuta a dei fattori ereditari e non è insolito trovare più di un membro di una famiglia che ne soffre, ma in altri è una causa secondaria altri disturbi, come l’artrite reumatoide, la celiachia, il morbo di Parkinson, etc.

Nel 20 % dei casi può essere dovuta a una carenza di sali minerali (in particolare di ferro e magnesio), di vitamine (soprattutto di quelle B9 e B12) e acido folico. Ciò può essere verificata attraverso un esame del sangue.

Per i soggetti affetti da questa sindrome è difficile descrivere i sintomi, ma per lo più si tratta di:

  • movenze incontrollate delle gambe;

  • contrazioni notturne delle gambe;

  • bisogno di muovere gli arti inferiori;

  • formicolii, pruriti e solletico alle gambe.

Non c’è un vero e proprio test diagnostico, per accertare la presenza di questa sindrome, ed il dottore può basarsi soltanto su dei criteri standard, redatti dal National Institute of Health.

I rimedi

Se questa sindrome è dovuta a una carenza di vitamine e sali minerali, bisogna seguire una terapia marziale, supportata da integratori che aiutano ad integrare questi nutrienti.

Nel caso che la causa sia l’assunzione di una tipologia di farmaci, bisogna ridimensionare le dosi o sostituirli con altri farmaci che producono gli stessi effetti.

Quando questo disturbo compromette la qualità del proprio sonno, in maniera seria, si può a ricorrere a diversi medicinali, come i sedativi, gli oppiodi, gli antiepilettici, gli ansiolitici e, per chi ne è affetto, gli antiparkinson.

In alcuni casi, l’RLS può insorgere per via dello stress, e quindi è bene praticare un’attività fisica o una tecnica rilassante, come lo stretching o lo yoga, per smaltire la tensione. Fare dei bagni e dei massaggi alle gambe, la sera, può essere d’aiuto.

La cena, inoltre, dovrebbe essere leggera e non troppo speziata, priva di carboidrati complessi e grassi, e bisognerebbe evitare gli alcolici, il caffè, il tè e i dolci. Al posto di bevande nervine o alcoliche, è meglio preferire delle tisane o degli infusi, preparati con erbe rilassanti come la camomilla, la valeriana, la melissa, la passiflora o l’iperico. Con quest’ultimo, tuttavia, bisogna fare attenzione, perché può interagire con dei principi attivi di alcuni farmaci, impedendone l’assorbimento.