I denti del giudizio: quando bisogna toglierli?

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I quattro denti del giudizio, ovvero gli ottavi e i terzi molari, compaiono una volta raggiunta la maggiore età, sia nella mascella inferiore che in quella superiore. In molti si chiedono se sia necessario o no toglierli, ma è un fattore del tutto soggettivo.

Quando e come si estraggono i denti del giudizio

I denti del giudizio vengono tolti quando non hanno abbastanza spazio e, di conseguenza, non sono ben allineati con il tessuto gengivale. Può anche capitare che sia necessario togliere questi denti dopo delle cure ortodontiche, che magari hanno ridotto lo spazio nella mandibola. Sembra che in Italia a tre italiani su dieci vengono estratti questi denti (soprattutto alle donne).

A seconda di come sono posizionati i denti, sono diversi i sintomi che vanno ad indicare che non hanno abbastanza spazio per uscire, come infezioni, ascessi, formazioni di cisti e/o di carie, etc.

Se il dentista ritiene necessario estrarli, nella maggior parti dei casi sarà necessario effettuare un vero e proprio intervento chirurgico nell’area interessata, in quanto questi denti sono collegati a delle strutture nervose, e la loro estrazione richiede un attenzione particolare, e quindi sarà bene effettuare l’intervento in un ospedale o comunque in una clinica ben attrezzata.

Sempre a seconda dei casi, si potranno estrarre uno o due denti alla volta, sullo stesso lato, dopo aver effettuato un’anestesia locale. La durata dell’intervento può durare dai quindici ai trenta minuti.

Dopo l’intervento

E’ normale che dopo l’intervento, una volta che l’organismo ha smaltito l’anestetico, si presentino dolori e gonfiori nella parte trattata. Se non si riesce a sopportare il dolore, è possibile provare con degli analgesici e tenere, nelle cinque o sei ore successive all’operazione, una borsa del ghiaccio sull’esterno del lato operato ed il gonfiore sparisce nel giro di una settimana.

Sempre nella settimana successiva all’intervento, si dovranno seguire le indicazioni del medico per evitare infezioni, come l’assunzione di antibiotici e l’uso di un collutorio. Ci sono, inoltre, altre cose da fare e non fare durante la convalescenza, come:

  • evitare di guidare subito dopo l’estrazione del dente, facendosi anche accompagnare da amici o familiari, e riposarsi nei giorni successivi;
  • dormire con la testa sollevata, usando almeno due cuscini, in modo da placare sia il sanguinamento che il dolore alle gengive;
  • rivolgersi al medico se il dolore persiste allo stesso modo nei giorni successivi;
  • usare uno spazzolino dalle setole dure;
  • non mangiare cibi solidi, ma optare per zuppe, purè, budini, e bere molti liquidi;
  • non fumare;
  • non bere alcolici;
  • non toccare la ferita in alcun modo, né con la lingua né con le mani.

Tutti questi consigli, e molti altri, vengono anche comunicati dal medico prima e dopo l’operazione, ed è bene seguirli finché non vengono rimosse le suture.

Un aiuto dalla natura

E’ anche possibile, durante la convalescenza, assumere delle tisane a base di erbe, dalle proprietà rilassanti e lenitive. Sempre con questi infusi, è possibile effettuare degli impacchi, ed in questo caso le piante a cui ricorrere sono l’echinacea, la salvia, il té nero o il té verde.

Ma prima di ricorrere a qualunque rimedio naturale, è sempre meglio chiedere consiglio al medico, per assicurarsi che la pianta non faccia l’effetto contrario. Un rimedio naturale, che si consiglia spesso di adottare in questi casi, è l’uso dell’acqua e sale, con cui risciacquare la parte ferita.