Dente del Giudizio, quando intervenire

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I denti del giudizio, anche definiti “terzi molari”, sono gli ultimi a uscire dalla gengiva nell’età compresa tra i 18 e i 22 anni.

Durante questo periodo la permanenza all’interno della bocca può essere condizionata dallo spazio a disposizione che risulta essere molto ridotto e dall’osso completamente formato e molto compatto, poiché occupato da tutti gli altri denti già fuoriusciti dalla gengiva e posizionati nella mandibola.

Per queste ragioni spesso si sente parlare di “denti del giudizio ritenuti” oppure “ottavi inclusi”. Scopriamo insieme quando è necessario rivolgersi a un esperto odontoiatra e come intervenire.

Che cos’è la disodontiasi?

La disodontiasi è la difficoltà di eruzione di un dente dovuta a uno scorretto orientamento dello stesso oppure alla mancanza di spazio utile per la fuoriuscita nell’arcata.

Una delle possibili conseguenze di questo disturbo sembra essere la pericoronite, ovvero un’infiammazione acuta della gengiva che circonda il dente durante la fase di eruzione. L’individuazione precoce dei denti inclusi è molto importante per evitare possibili spiacevoli conseguenze della disodontiasi, che viene solitamente contrastata con varie strategie adottate in base alla gravità e alla posizione del dente incluso.

La disodontiasi, o inclusione dentale, è una condizione dei denti che si può verificare per una serie di motivi che portano i denti a non eruttare dalla gengiva. I parametri in base ai quali si classificano le tipologie di disodontiasi possono essere tre:

  • entità: un dente può essere incluso in modo totale o parziale;
  • durata: l’inclusione del dente può essere permanente (ovvero quando il dente non erutta mai dalla gengiva) oppure temporanea (quando il dente emergerà dalla gengiva ma con un tempo più lungo rispetto al previsto);
  • posizione: un dente incluso può trovarsi in posizioni diverse rispetto l’arcata dentale dalla quale si è sviluppato (verticale, obliqua oppure orizzontale). La situazione può essere complicata dall’inclinazione del dente in senso vestibolare oppure linguale.

I denti che possono essere maggiormente soggetti a inclusione rispetto altri denti sono i canini e i molari, tra cui appunto i denti del giudizio che risultano essere molto spesso inclusi nella gengiva.

Possibili cause e sintomatologia

Una tra le possibili cause che possono portare alla pericoronite dei denti del giudizio sembra essere legata alla mancanza di spazio eruttivo, che porta i denti a rimanere inclusi o coperti parzialmente dalla gengiva. In questo caso, la gengiva intorno al dente risulta essere in eccesso creando così uno spazio tra dente e tessuto molle che ospita placca, batteri e residui alimentari, portando a una non guarigione della parte.

La pericoronite si può verificare più frequentemente nei denti del giudizio dell’arcata inferiore, con la gengiva che appare visibilmente gonfia, rossa e dolente. Il paziente può avvertire un senso di affaticamento nel masticare e un dolore che si irradia a tutta la zona angolare della mandibola, ai denti vicini e a quelli dell’arcata superiore.

Come si può intervenire?

Se non puoi recarti subito dal tuo dentista di fiducia e si presentano dei sintomi la prima cosa da fare è quella di disinfettare il più possibile la zona. Il consiglio del team dello studio del Dott. Marzio Todisco, che è possibile trovare sul web semplicemente cercando: Dentista Desenzano del Garda, definito da molti pazienti come uno tra i migliori presenti in Italia, è quello di:

  • risciacquare con acqua tiepida e sale più volte al giorno, anche ogni ora;
  • effettuare risciacqui di un minuto con un collutorio puro a base di clorexidina 0.20% tre volte al giorno;
  • assumere un antidolorifico e antinfiammatorio chiedendo consiglio al proprio medico;
  • effettuare una pulizia delicata con uno spazzolino mono-ciuffo morbido.

Spesso i dentisti, una volta valutati tutti i parametri del paziente, consigliano l’estrazione del dente del giudizio, la cui presenza apporta in generale più danni che benefici.